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29 novembre 2009

Humanifesto (frammenti)

(perso tra le fossette di De Luca sbroglio i nodi del mio pensiero e scopro interrogativi esistenziali - la cresta di un'onda sul bordo dell'oceano)

-

Chi sono questi ossessi come me? Chi siamo Noi?

Di che ti preoccupi, figliolo?

Migliaia di risate sardoniche, là fuori.

"Da che guerra punica torni così rimbambito?"

Nessuna, mandano legioni a darci la caccia perchè siamo un pericolo, una brutta macchia da levare.

E che tipo di pericolo sareste per loro?

Siamo eretici. Parliamo a vanvera e sputiamo versi in rima sui sagrati delle cattedrali. Audaci come scritte oscene sui muri dei palazzoni vittoriani, fracassiamo pregiudizi e, dall'alto degli alberi, tiriamo ghiande alle vecchiacce con cappellini stupidi - alle Regine con cappellini stupidi.
Le nostre bombe a volte salvano la gente (ma il Loro "salvare" è un "condurre alla perdizione"). Leggiamo Thoreau e proviamo a vedere quante stelle stanno i un vasetto di marmellata. Sognamo. Saltiamo da una galassia all'altra inseguendo un colibrì che ancora ci sfugge. A chi dice che siamo pazzi sorridiamo - con volti folli. Ci arricchiamo con dobloni di saggezza. I nostri saggi più esplosivi sono giovani esuberanti con lunghe barbe da eremiti. Siamo scivolati oltre la linea di un millennio e mastichiamo i ricordi del nostro passato, i carillon di qualche giorno prima ancora risuonano nelle nostre scatole magiche. Sguardi cupi posiamo sul sangue degli antenati rimasti impigliati nel filo spinato, più indietro. Come fulmini, "mettiamo radici in aria alla cieca". Facciamo a cazzotti con le mascotte che portano l'etichetta COPYRIGHT PROFITTOOMORTE. Forse siamo davvero come il fuoco, disobbediente alla forza gravitazionale, che cresce invece dal basso verso l'alto. La nostra Utopia sta su Plutone. Solletichiamo Atlante con una piuma, mentre regge la volta celeste. Tentano di imboccarci offrendoci una pappetta insipida che spacciano per Libertà, ma serriamo le nostre bocche e battiamo i pugni sul tavolo. Siamo delle minoranze, reietti. Siamo.. terroristi, rivendichiamo attentati ai pilastri delle loro realtà imposte, le somme verità, gli editti inviolabili. Musicisti, poeti, scrittori, cantanti, teatranti, spie insospettabili, boscaioli, uomini semplici, lupi di mare, viaggiatori, contadini, conti e duchi, braccianti, arrrtisti.. Assumiamo forme sempre diverse ma allo stesso tempo siamo amorfi, bruciamo senza regolarità da un giorno all'altro e trovare una gabbia adatta a Noi diventa impossibile. Anche i più pigri di noi portano avanti una rivoluzione ascetica che si protrae sin dall'alba dei tempi. Una rivoluzione per tornare ad essere gli autentici Esseri Umani - una rivoluzione Umana.

Che avete intenzione di fare? Cosa faremo?

Continueremo a lanciare il nostro urlo barbarico sopra i tetti del mondo.

-

(torno sulle corde malinconiche della chitarra di Erri. gli occhi lucidi della nipote posati su di lui mi spaccano in due. il due che non si divide.)

* Humanifesto è aperto ai contributi di beati e dannati di passaggio che sentono il fremito di scariche elettriche . E' un lungo discorso che immagino non finirà mai.



Humanifesto


Today's Song: Pearl Jam - Unthought Known



11 ottobre 2009

if these trees could talk...

Complice dell'oscurità
butto fuori profonde boccate di
pensieri di carta

il ghigno da pagliaccio sull'insegna
i lembi rossicci del cielo industriale
il parco della vecchia corsa all'oro
e un whiskey per il santo spirito

E noi, diamanti schiusi che
penzolavamo sulle staccionate
ebbri dei profumi di libertà

siamo precipitati dagli alberi,
ci siamo schiantati
sulle grigie increspature del tempo

e (d'un tratto) la vita
(non) era (più) così
magnifica


Glowing by bamako


Today's Song: Mark Lanegan - Carnival



30 settembre 2009

blues drops

penso che potrei anche andarmene qui, in questo istante, con questo disco nella testa. una morte blues, on the beach. capelli lunghi e giacchetta gialla, lascio il che-diavolo-è?-un-razzo? insabbiato e comincio a camminare mani in tasca verso il lontano rigo blu, a passo di armonica. un Mi giallo che allontanandosi si fa Re del mondo, per poi schizzare fuori dallo spartito mentre il blues diventa più malinconico.
una delle mie vite parallele dev'essere proprio suonare delta blues sotto una veranda nell'Oklahoma, al tramonto. campi di grano. zero frizioni.

come fa, come diavolo fa ad essere soltanto un "sottofondo"?
c'è qualcosa nascosto dentro, che scuote il suo stesso creatore.
è l'apriscatole dell'anima.
Musica.

La musica è così bella e triste che mi sento venire meno nell'ascoltarla lì in piedi a pensare perduto alla mia tragedia notturna del sabato

Jack Kerouac, Maggie Cassidy





30 giugno 2009

Sweet like candy to my soul

C'erano le canzoni che di buona mattina schizzavano fuori da un tubetto spremuto durante la notte - un sogno celato e misterioso. Mi colpiva questa loro entrata così improvvisa, improvvisata, sul palcoscenico della mia mente, mentre il carillon dei pensieri era appena stato caricato. Come al solito non mi spiegavo il motivo di quella o quell'altra canzone, ma spesso mi veniva da sorridere compiaciuto non appena mi rendevo conto di quale fosse. Eppure, può darsi che sia davvero qualche frammento dei viaggi notturni. Sorridevo perchè quelle canzoni al mattino rievocavano particolari ricordi, altre mi facevano sentire forte, altre ancora erano ballate malinconiche e commoventi. E c'era anche un pò di spazzatura.

Stamattina Lindsey Wells e vedevo quella ragazza volare tra i quartieri britannici.

E adesso ci sono anche le canzoni che appaiono improvvisamente di sera, senza alcuna associazione mentale, senza che qualcosa che veda o senta me le suggerisca. Un'esplosione improvvisa.
Son lì che mi destreggio stanco tra gli ultimi studi della giornata ed ecco che mi entra in testa Crash into me. Quella precisa canzone. Pare appropriata per il momento: dolce, rilassante, tranquilla. Come dire: «ragazzo, sei stanco. hai bisogno di questa.»

favolosa. dolce come caramella per la mia anima.
(adoro l'immagine del tizio a bordo del contrabbasso, sull'acqua. che video..)



28 aprile 2009

RefleXions

Non sto veramente facendo un viaggio secondo il signor Zanichelli, oppure secondo miei libricini e manuali sul turismo, ma qui sento di poter mandare al diavolo diverse accezioni,dottrine (retorica!). Perchè se penso che tra mezz'ora non arriverò alla stazione poco distante da casa e le luci di Milano non sono ormai alle mie spalle da una buona manciata di minuti, il tempo sfuma, il percorso gommoso si stiracchia all'infinito e mi sento veramente un viaggiatore che trottola sui binari verso sera. Più lo percepisci alla maniera Zen, più senti il brivido elettrico del movimento perpetuo. Il treno, più di tutti, mi da queste sensazioni.
Sto proprio in equilibrio su quella freccia scoccata dalla stazione Centrale, dividendo lo spazio con altri equilibristi e saltimbanco - il giorno ancora zuppo di lacrime di nuvole. Esausti, nel Silenzio. Solo lo scorrere del serpente sui binari tatac-tatac tatac-tatac e il dolce sibilo in prossimità di ogni fermata si incastrano tra i pensieri - occhi stanchi ma spalancati, guardandodanessunaparte. Ogni tanto distolgo lo sguardo stralunato dal finestrino e scorgo l'amica di fronte a me che osserva le figure di una rivista, o si aggiusta i capelli, altre volte appoggia anche lei il mento sopra il palmo della mano e guarda nel Vuoto, fuori dal finestrino. Se potessimo vedere i nostri pensieri, questi formerebbero una tela intricatissima, un groviglio di filamenti di varie sfumature e consistenze, partendo dalla terra e schizzando fin sopra lo zenit. Vedremmo alcuni esseri umani interamente avvolti da pensieri filamentosi, altri punzecchiati da stringhini appuntiti saturi d'odio e invidia, altri ancora irradiati da un unico soffice filo simile ad un fascio di luce. Fili, corde, tutto collegato in un'unica grande maglia resistente ad attacchi termonucleari.
Torno al finestrino. Le due donne che occupano gli altri posti vicino a noi hanno smesso di parlare ed ora vedo i loro pensieri filamentosi appiccicarsi ai libri che tengono fra le mani. Frugo nei loro volti, nel loro aspetto, nelle smorfie - immagino per un istante le vite di queste giovani donne mentre corrono affaticate dietro all'autobus per l'Università, i sorrisi sotto miriadi di nei d'argento e i mariti, i compagni che le aspettano a casa, di fianco alla finestra, sulle gambe un figlio che gioca con le goccioline di pioggia che scivolano sul vetro ripetendo il suo mantra da erede del Cosmo «gowaaah...». La donna rivolta verso di me alza gli occhi dal libro e lancia una smorfia malinconica alla campagna che scorre.
Un sassolino che colpisce la superficie dell'acqua, nel suo lago.
I finestrini... già. I finestrini sanno tutto di noi.
Ci perdiamo attraverso il vetro e forgiamo i pensieri più profondi e arditi. Ad un tratto sappiamo chi, cosa e come - i nostri scarni volti da nuovo millennio divengono facce consapevoli del Tutto.
Poi capita di sentire sul viso un sorrisetto da ebete.

Dal finestrino sul treno della vita vedevo il monte Mien Mo. Ma era soltanto il riflesso opaco di un passeggero.


TV by MadzZ


Today's Song: The Smashing Pumpkins - Tonight, tonight



4 aprile 2009

Mr. Frustration Man

Stanotte sento la ripugnante grazia di Miller che si muove con furia tra i miei pensieri stralunati, quel misto di ironia e disprezzo mi grava addosso mentre faccio ritorno a casa.
Il punto è che - il punto non c'entra un cazzo.
Cammino ancora per le strade come un ossesso, cercando di ricordare il momento in cui sono stato portato su QUESTO MONDO dal grande Ohm. Oooooooooohmmmm... Guardo le mie riflessioni schiacciate sull'asfalto, i bordi frastagliati alla luce dei lampioni pieni di orrore e dei neon rossi.
Le luci. Diventano bagliori ingombranti e proprio non le capisco.
Guardo la Luna, più in alto, ma nemmeno lei capisce, allarga un sorriso ebete e mi fissa.

Mi sento frustrato, Tutto è finto. Tutto è freddo e materiale. Non c'è un briciolo di umanità in quel Tutto, non un briciolo di anima. Sei nel bel mezzo di quegli sguardi vacui e inespressivi, mentre centinaia di maschere assumono fattezze simili a sorrisi, si contorcono in spaventose espressioni false. Quel che per te è importante non lo è per loro. Anzi, è disgustoso. Fioccano i come-va-? sopra il tuo tetto di lamiera, te ne sbarazzi bofonchiando uno sto-ok ma subito ti rendi conto che la tua è una stronzata colossale. In cuor tuo urli che non è vero. Apri anche la bocca per urlarlo verso l'esterno, ma la tua voce flebile è soffocata dal rombo assordante di migliaia di individui come quelli. Quella vacuità mascherata diventa una parete che ti opprime e ti rende claustrofobico. Butti giù qualche parola, qualche fulmine, ma subito quel che fai viene accartocciato e gettato nell'immondizia. Liquidato con un stai-scherzando-?

Si, sono in un campo minato.
La salvezza è al di là della recinzione.

(Dici?)


Resistance by Bacon-Family


Today's Song: Mr. Frustration Man



31 marzo 2009

di fugaci distacchi e nostalgie interiori

Un mese.
Mi sembra sia passata un'eternità. Eppure. Quasi non ricordo le ultime incursioni Dentro, prima che mi dissi quelle parole che suonano pressappòco così: «Adesso mi metto seriamente a studiare, perchè questi quattro esami li voglio proprio passare, Adesso. E quindi Adesso abbandono per Adesso i miei pensieri fuggevoli, gran parte delle mie passioni, scendo dal mio posto sulla sommità dell'aquilone di Franklin e me ne vado al riparo dalla dolce, elettrizzante tempesta. Adesso, si studia seriamente (no ma, seeeeriamente)...» e via dicendo; ecco che parte una delle prime e innumerevoli chiaccherate su quel che devo fare Adesso e quel che farò Dopo, così Poi riuscirò a far quest'altro, bla bla
(nel corso del mese ne conterò diverse)

Come in viaggio, viaggio d'affari(?). Un pò isolato dai detriti cosmici che rimbalzano da una parte all'altra del mio Universo. Ogni tanto qualcosa mi colpisce e mi fa tremare un poco. Tutto quel che posso fare è afferrare il proiettile incantato e infilarlo nel taschino, in attesa di tirarlo fuori al momento opportuno e presentarlo al mondo.
Il piccolo block-notes si riempie di non ho tempo adesso, però stammi a sentire un attimo...

Ho voluto provare. Messo un pò da parte il resto, concentrato completamente su questi obiettivi.
E mi son reso conto che forse ho esagerato. Oppure è solo così che va, d'altronde..

Mi mancava Tutto Questo. Con le sue nottate passate a far rimbalzare sassolini sulla superficie dell'acqua, sotto la luce di una Luna che ti fa quasi piangere. Con le visite di viandanti e amici, i sorrisi macchiati di caffè. La risacca dell'emozione, il ristagno di fluidi malinconici. Le lettura sopra gli scogli, l'arte, i flash nel crepuscolo.

Sicuramente ce ne saranno altri di questi viaggi d'affari. Ma sarà sempre magnifico tornare nella mia Big Sur.

qualcosa però - rimbalza sempre

Today's Song: God is an Astronaut - Forever Lost



21 febbraio 2009

Es Loco

Me ne sto lì, rilassato sul divano rojo, sfogliando le ultime pagine di un altro viaggio - In Patagonia di Bruce Chatwin - alla fioca luce del giorno che se ne va in punta di piedi, oltre l'orizzonte.
La luce che si ripete giorno dopo giorno prima di questi eterni crepuscoli è adorabile, assieme al particolare momento in cui una strana calma è quasi palpabile. E senti la testa, la tua testa, che galleggia. Il corpo è diventato un soprammobile, mentre l'anima svolazza tra le pieghe dell'inchiostro, sospinta dal piacere della lettura.
Uno di quei pochi momenti con un che di sublime.
Non faccio nemmeno caso a qualcuno fuori che spreme tubetti di Musica.

Mi imbatto nella figura di un viaggiatore di commercio in biancheria femminile di Santiago, all'Hotel Residencial Ritz di Punta Arenas, uno degli innumerevoli incontri di Bruce.

Rientrò per il breakfast, con le tasche piene di pietre. [...] Il viaggiatore prese posto ad un tavolo, vuotò le tasche e cominciò a trastullarsi con le pietre, parlando e ridendo con loro. [...]
Guardò verso di me e sorrise, mostrando delle gengive rosa e gonfie. Poi spense il sorriso, abbassò lo sguardo e ricominciò a trastullarsi con le pietre.
«Che splendide tinte rosa hanno le nuvole stamattina!».
Aveva rotto il silenzio, improvvisamente.
«Permettete una domanda? Qual è la causa di questo fenomeno? Ho sentito dire che è il freddo che aumenta».
«Forse» dissi.
«Mentre passeggiavo sulla spiaggia ho osservato le forme che il Creatore ha dipinto in cielo. Ho visto il Carro di Fuoco trasformarsi nel collo arcuato di un cigno. Bellissimo! La mano del Creatore! Bisognerebbe dipingere o fotografare la sua opera. Ma io non sono pittore e non ho macchina fotografica».


Mi fermo per un istante e mi accorgo che spesso faccio discorsi simili. Ultimamente poi, con queste giornate che esplodono in tinte assurde nel cielo, mi ritrovo a fissare certe vedute da toglier il fiato - dietro un finestrino, di ritorno dai miei studi nel pomeriggio.

Il viaggiatore si mette a declamare poesie, tra i sorrisi delle ragazze in cucina. Poi parla delle sue pietre: «questo è il mio favorito. Da una parte è un marsuino. Dall'altra è la beata Vergine Maria. Meraviglioso! L'impronta di Dio su un'umile pietra!»
Continua

Nel corso della mattinata tornai in albergo per lasciare in camera certe cose. L'avevano portato all'ospedale.
«Es loco» disse il direttore. «E' matto».


Un paio di pagine ancora e chiudo il libro. Torno dalla Patagonia.
Mi alzo e con le mani in tasca mi avvicino alla porta-finestra.
Nel cielo scorgo le forme di cui parlava il viaggiatore e sorrido. Non ho né macchina fotografica né pennello, ma ho una penna e un quadernino - rojo, come il divano.

Fissavo Venere, in alto, al sicuro dall'incendio che imperversava all'orizzonte. In trance, tra tubetti spremuti di Musica.
«Es loco» pensava qualche passeggero intorno a me. Chissà.


Sunset by coRe-ya


Today's Song: Explosions in the Sky - Snow and Lights



8 febbraio 2009

Cosmik Debris - Interludio

(

"abbiamo grossi barili pieni zeppi di idee e queste cazzo di idee probabilmente valgono centotrentaquattro dollari al barile"
"forse più, forse meno"
"il problema non è la carenza di idee, è la carenza di barili per contenerle"
"sai qual'è il vero"
"problema? si, il fatto che ultimamente l'energia creativa scarseggia, quasi tutti gli sforzi convogliati nel contrasto di questo disagio fisico e.."

bbzzt!

"vedi, è saltata ancora"
"già, poi il solito fumo che gironzola nell'aria"
"torpore, mentale"
"ci stan guastando i lavori qua sopra, presto saremo in cassa integrazione anche noi"
"non proccuparti"
"ho solo bisogno di un pò di luce, ma.. pazienza, pazienza, passerà tutto"
"e ricomincerai a dar forma a uccelli di fuoco"
"sai, forse è capitato per darci una buona lezione. ne ho avuto abbastanza dei però, non so, magari domani, non ne ho voglia. al diavolo"
"un pò di cose.. non è facile star qui, ma stiamo facendo un ottimo lavoro. vera ricchezza, in barba ai colletti bianchi dalle altre parti"
"è una r questa?"
"ci mettono alla prova, tentano continuamente di schiacciarci con i loro show da produzioni seriali, le loro convenzioni-età-del-rame"
"pensieri preconfezionati"
"che schifo, come si può non reagire, insorgere, elaborare strutture diverse da quei palazzoni orrendi, falsi?"
"certe persone nella storia son riuscite a svitare il cranio a molta gente"
"lo leggo, lo vedo nella storia, si. sembra che le grandi menti siano andate giù per lo scarico insieme a tutti i dardi incantati che hanno scagliato"
"ma ci sono ancora, diverse si nascondono anche dietro l'apparente semplicità"
"andrà tutto per il meglio. guarda, un pò di sole finalmente. un pò di luce"

)

Ballate con i lupi e contate le stelle, incluse le invisibili

Uscite allo scoperto, fuori dall'armadio. E' buio lì dentro

(ai giovani) Lawrence Ferlinghetti - Cos'è la Poesia

» Cosmik Debris


Off by realrock


Today's Song: Offlaga Disco Pax - Ventrale



9 gennaio 2009

Le urla del silenzio

La coperta bianca
qui, a coprire i nostri pensieri da finestrino

Il drappo ocra altrove, sfregiato da una violenza insensata
a coprire i pianti di orfani, vedove

Gaza, Ashkelon, Be'er Sheva, il Mondo

E il fragore dei nostri singhiozzi nel silenzio,
mentre increduli ci chiediamo il perchè
- un Significato

Interi popoli
nelle mani di grassi mostriciattoli capricciosi
che giocano alla guerra
(persone, vite, come pedine inermi del gioco)

Guardo il fuoco d'artificio che si apre nell'aria

Un bambino
lo vede esplodere sulla sua casa

Occhio per occhio... e il mondo diventa cieco.

- Mahatma Gandhi







14 dicembre 2008

B)ea)T Man Walking

Dove cazzo vai, così fulmineo?
E anche tu, dove porti quel vagone di frenesia?
Giù nell'abisso monocromatico - mi pare
(Quasi vi vedo mentre stampate sulla pista
le vostre facce di coriandoli)

Allora vai, romboide
Me ne fotto del tuo rombo effimero

La mia ascesa verso l'eremo non è ancora finita
Solo qualche altro passo,
solo un altro accampamento e poi

la meta
dove l'infelicità è rarefatta

E dove mandiamo al diavolo le nostre bombole di tristezza
Respiriamo la bianca eternità



2 dicembre 2008

Pensieri #4

Non c'è nulla di peggio di un blocco creativo in scrittura, una sensazione amara e angosciante che parte da una piccola apertura di anti-materia che si allarga poi a spirale brutale, creata nell'etere della mente e nel Vuoto, verso il quale i tuoi occhi fissano. Fissano, spalancati, terrorizzati, le iridi che gridano. Ad un certo punto sei un mulino che non raccoglie più acqua, giri a vuoto mentre i tuoi liquidi pensieri migliori sguazzano lontani dalla presa, senti di non poter più fornire energia buona, cosmica che il tuo Io a forma di trottola necessita per gironzolare nell'Universo e che forse anche altri Io trottola agguantano da qualche parte, per funzionare. E' tutto qui, buona parte sottoforma di geroglifici esadecimali e incisioni molecolari.
Devo ritrovare la sinapsi giusta. Estrarre la penna dall'elsa e combattere ancora e ancora... ancora...per me

Se solo la mia mano potesse "tenere il ritmo della mia anima" - Jack Kerouac


Today's Song:Le Luci Della Centrale Elettrica - La Lotta Armata Al Bar



30 novembre 2008

« you're disappeared »

« no dai, ci sono..

mi aggiro piano, senza far rumore, tra la gente, sussurrando all'orecchio dei passanti l'alchimia del cosmo, ma ognuno percepisce soltanto il rumore del metallo che sbatte sui binari della sua metropoli. »



Today's Song: Gustavo Santaolalla - De Usuahia a la Quiaca



27 novembre 2008

Boa Sorte

Now even if you hold yourself
I want you to get cured
From this person
Who advises you

There is a disconnection
See through this point of view
There are so many
Special people in the world
So many special
People in the world
In the world
All you want
All you want


ci voglio credere; ci voglio credere, perdio

buona fortuna

E che l'anima mia in quest'ora t'abbracci, e che noi si influisca l'uno sull'altro, senza vederci e forse non incontrandoci mai, è parimenti miracolo." - Walt Whitman





10 novembre 2008

Pensieri #3

Giorni in cui inorridisci al pensiero di alzarti dal letto. Quando ti ritrovi ad affogare in mulinelli di pensieri, cercando di aggrapparti a qualcosa, cercando una boccata di ossigeno, mentre l'acqua è ormai entrata attraverso le orecchie e ha travolto tutto - strade, chiese, ospedali, pub, parchi, ponti, vicoli e cafè, il museo d'arte moderna e la photogallery, il locale immaginario dei reading poetici, la nuova Babilonia e via dicendo...
Tutto quel che riesci a fare è scaldare una tazza di Indian Chai, dare ascolto a una o due canzoni e guardare l'acqua che scivola giù nello scarico, assieme a tutti i detriti della tua vecchia casetta sull'albero della vita.

Temo soprattutto la mia incapacità di catturare ciò che accade, ho paura della sua natura misteriosa, del suo destino, in breve: ho paura di me. E' vero. E ancora una volta dico "ne parlerò più avanti" ... avete notato che il mio diario è pieno di "e così via" ... derivano dal terrore di sapere che non riesco a stare dietro a tutto quanto. E' come trovare un fiume d'oro quando non hai nemmeno una tazzina per poterne mettere da parte un goccio... hai solo un ditale e quel ditale è il tuo patetico cervello, la tua fatica e la tua umanità.
- Jack


ok amico, non c'è problema, butta fuori

Today's Song: Lymbyc Systym - Processed Spirits



23 ottobre 2008

Cosmik Debris

(

"che diavolo è successo prima?"
"cosa?"
"prima.. mi sentivo strano, come se non provassi.."
"nulla"
"si, nulla"
"Nirvana"
"non so cos'è veramente. ne ho sentito parlare ma.. chi mi dice che.. mi piace pensarlo in ogni caso"
"potrebbe essere il tuo Nirvana personale"
"una sorta di Nirvana, un Nirvana mio, personale, non vuol dire che abbia lo stesso significato di quello originale. era come se il dualismo bene/male smettesse di esistere. rimanevo in un universo statico, senza emozioni estreme, un equilibrio perfetto. scrivevo ad un'amica ma quelle parole non avevano una consistenza emozionale per me. avrei potuto scrivere di tutto e non accorgermi dell'eventuale reazione del destinatario perchè d'un tratto non c'era nessun giudizio per quelle frasi, da parte mia. cristo, è incredibile"
"quanto è durato? nemm"
"eno cinque minuti, è comparso così dal nulla"
"un lampo tra stracci di nuvole"
"si, il sereno non lo precede di sicuro. eppure.. diamine potrei giurare che non era una brutta sensazione,"
"come invece ti ha confessato"
"sentivo come una strana forza che mi avrebbe spinto a fare qualsiasi cosa. aspetta, questa forza.. sembra un sentimento. così farebbe crollare tutta l'impalcatura cosmica che ho creato, pensandoci"
"si, ma ti sei detto che non provavi emozioni estreme, nè buone nè cattive, assumi questa forza come sentimento d'equilibrio e tutto ti"
"torna, si si, forse. ma è anche difficile capirlo, in fondo è successo tutto in un attimo e me ne sono reso conto quando son tornato nel mio mondo razionale, quando son tornato qui a tentare di spiegarmi il senso di questa cosa. adesso"
"è fantastico"
"già, imparare ad usarlo lo sarebbe ancora di più. cazzo.. la tensione, il rancore, !!, se ne vanno in uno sbatter di palpebre."
"la tensione.. ma ci sono emozioni che non riesci a interpretare. voglio dire.. err.. la tensione stessa.. non sembra tutto male. e poi Bene e Male, c'è qualcos'altro al di là di questi. oltre al tuo, al nostro, equilibrio. non credi?"
"già. è tutto un gran mistero"
"più ci pensi e più ti confondi"
"penso che dovrei dormirci sopra"
"penserai ad altro,"
"altro. si, altro a cui pensare. per questo userei quella tecnica per non pensare. a volte pensare mi soffoca"
"vedi, però la useresti solo contro emozioni negative, quello che intendi tu come.."
"Male, si. più che concentrarmi sull'equilibrio dovrei muovermi, volare verso il monte e cercare la felicità. oltre il Bene e avanti ancora. o lungo le dorsali oceaniche. non so dove si trova esattamente"
"la tua missione"
"la mia"
"è.. cercarla. o trovarla. meglio trovarla, perchè trovare la felicità dev'essere una folgorazione di gran lunga più magnifica.. del cercarla. è ora che tu la smetta di camminare avanti e indietro sulla spiaggia osservando le tue orme che svaniscono ad ogni schiaffo di onda."
"si e risalire la scogliera."
"andiamo"
"si. buonanotte"

)



Today's Song: Ben Harper - Amen Omen

6 ottobre 2008

The dawn of the night

Oh, and you still remember the times when darkness descended on the dreaming prairie, slowly, while you were walking throught that, beetween hearts and stones, like a fabulous hummingbird in flowers-full heaven.
What a strange sensation. Yeah, you thought night was a never-ending alchemy. You felt strange.
The little Marble Arch giant watched you under the lamps and Hyde park seemed to be a great big kingdom under the ink sky. Buses, dark taxi, squirrels asleep somewhere..You kept crossing streets with eyes to yourself.

"Ah, look at those shadows.. they move on tracks of never-ending light.." (out-of-sight voice)

And then we have reached our rest behind the stars. With tired eyes, tired minds, tired souls, we slept.



Today's Song: This Will Destroy You - They Move on Tracks of Never-Ending Light



20 luglio 2008

Life is an open road

"«Qual è la tua strada, amico?... La strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada del pesce piccolo, una strada qualunque. E' una strada che porta chiunque dovunque comunque. Chi dove come?»"

Jack Kerouac - On the Road


Spesso mi ritrovo a fantasticare sulla mia strada.
Dove mi porterà, chi si unirà a me lungo il suo percorso, per quanto tempo srotolerà il suo manto misterioso sotto i miei piedi.
Lo stesso fantasticare su questa rotta fantomatica, la curiosità.. dio, vale la pena di continuare a camminare per sapere cosa troverai alla fine, che sia felicità o altro, nonostante gli ostacoli e tutto il resto.
Il problema della maggior parte degli uomini è il fatto di percorrere questa strada senza mai levare gli occhi dai propri passi, o peggio percorrerla facendosi portare da qualcuno o qualcosa, chiusi in un baule motorizzato.

Basta lasciar perdere il buco nella suola delle proprie scarpe, basta scendere dalla macchina e dire "basta, posso usare le mie gambe".
Basta alzare lo sguardo verso l'alto e farsi folgorare dalla luce. Camminare a testa alta e osservare tutto, assaporare l'aspro e dolce succo della vita, della strada.



Today's Song: Bryan Adams - Open Road



9 luglio 2008

The Libraniac

Distolgo per qualche attimo lo sguardo da assetti organizzativi, imprenditori, Fuck Off S.p.a. e compagnia bella. Mi guardo intorno e vedo grattacieli di libri, centinaia di libri. I comignoli fuori, spettatori muti e silenti; sento che in fondo mi osservano nel riquadro della finestra - hanno un paio di occhi rettangolari su ogni lato e si arroventano al Sole del primo pomeriggio.
"Concetti, non pensieri! Non superarai l'esame con stupide riflessioni fluttuanti nella testa!".
Già fottuto comignolo, hai anche ragione. Ma sono un uomo, non una macchina, o altro (che sia poi veramente umano?).
Penso ai libri che inondano la sala. Sapere. Decine e decine di tematiche, migliaia di anni di Storia, vite spezzate, uomini e donne sopraffatti da qualsiasi cosa, che sia amore o odio, bellezze architettoniche e paradisi artificiali, l'Italia, il Mondo, l'Universo (e spesso oltre). Chilometri di carta stampata che non riuscirei mai a percorrere interamente, nemmeno donandogli tutto il mio tempo, tutti i miei anni, tutta la mia eternità. Ed è solo una piccola pozza di sapere - la mia curiosità sbatte contro ogni copertina.
Se solo tutta l'umanità potesse aprirsi un pò di più alla lettura delle sue stesse opere.. addio falsi dei, addio demoni, addio tanto cara auto-distruzione.

E al diavolo i comignoli, io adoro questi voli scriteriati! (al "pindarici" forse ci arriverò un giorno)

Restare seduto e percorrere la regione del mondo spirituale; ho esperimentato questo vantaggio con i libri. Ubriacarsi con un solo bicchiere di vino; ho provato questo piacere bevendo il liquore delle dottrine esoteriche."

Kamàl - Uddìn da H.D.Thoreau - Walden




Today's Song: David Bowie - Ziggy Stardust



26 giugno 2008

Frisco

Frisco.

Giorno verrà,
Quando trascinerò il mio fardello di speranze
verso i tuoi confini - stanco, incespicando,
In faccia un'espressione incredula,
Il fragore di un sorriso.

L'estasi, il Pacifico, il grande sogno,
E poi chissà...

"Uuu, le notti di Frisco, la fine del continente e la fine dei dubbi, di ogni noioso dubbio e stupidaggine, addio."
- Jack Kerouac




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