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3 maggio 2009

Salutξ

A ogni animale che mangia o uccide qualcuno della sua specie [...]
E a ogni reazionario con stivali ξ cani
ξ fucili a canne mozze
E a ogni ufficiale di pace con i cani
addestrati a fiutare ξ uccidere
E a ogni uomo in borghese o agente sotto copertura
con fondine a tracolla piene di morte
E a ogni Guardia Civil in ogni paese che protegge i civili
con manette ξ carabine
E a ogni guardia di frontiera a un qualsiasi posto di blocco
su uno qualsiasi dei lati di qualsiasi Muro di Berlino
o cortina fatta di Bambù o Tortillas [...]
E a ogni carro-armato antisommossa con lacrimogeni ξ mazze
E a ogni pilota scelto con missili ξ napalm sotto le ali
E a ogni pilota dei cieli che benedice i bombardieri al decollo
E a ogni dipartimento di Stato di qualsiasi superstato
che vende fucili a entrambe le parti
E a ogni nazionalista di non importa che nazione in non importa
che mondo Nero Marrone o Bianco che uccide per la sua Nazione
E a ogni profeta o poeta con armi e a ogni sostenitore
dell'illuminazione spirituale con la forza e a ogni sostenitore del potere di qualsiasi stato tramite il Potere
E a ognuno e a tutti quelli che uccidono ξ uccidono ξ uccidono
ξ uccidono per la Pace
Io alzo il mio dito medio
nell'unico saluto appropriato


Lawrence Ferlinghetti, Salute (da Open Eye, Open Heart)




Today's Song: Temple of the Dog - Hunger Strike



21 novembre 2008

Si deve avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante

Ma adesso c'era un nuovo punto focale, il mirino era alzato verso una nuova visione globale, una visione cosmica in realtà, perchè in tutto il mondo lo spirito del Sessantotto non era la solita stanca, vecchia retorica marxista riscaldata, né i soliti vecchi ideali anarchici. Era invece la prima articolazione, il primo scoppio di una nuova visione del mondo, dell'uomo e della donna. Era una nuova consapevolezza, o un'antica consapevolezza riscoperta. Ed era una nuova consapevolezza femminista, l'ipotesi di Gaia, basata su quella che veniva chiamata la Nuova Fisica, la terra era di nuovo tornata a essere la Madre Terra, antica sorgente del tutto, e l'uomo violentava quella madre, cominciando con "gli scuri mulini infernali" di Blake e andando avanti rombando fino agli scuri mulini atomici, i mulini nucleari con le loro scorie radioattive non smaltibili.
Questa prospettiva, completamente nuova, faceva dovunque parte della ribellione degli anni Sessanta, una specie di "terremoto" della gioventù" contro tutto l'artificiale e l'innaturale della vita moderna, e la rivolta degli studenti francesi faceva parte del grido universale della gioventù contro la disumanizzazione dell'animale umano, che via via veniva sempre più staccato dalle sue radici animali, dalla terra stessa, la terra verde. Lo spirito del Sessantotto fu il primo grido esitante di quello che vent'anni dopo sarebbe esploso come un nuovo grande movimento politico, un nuovo movimento verde, Green Power, che avrebbe avuto poco a che fare con le vecchie etichette come marxista, maoista, comunista, trotzkista, anarchico, repubblicano, democratico e così via. Sarebbe stato un gioco completamente nuovo, e avrebbe spazzato il mondo. Era un gioco che Julian non poteva neanche immaginare, e la stessa Annie era appena capace di articolarlo. Avrebbe spazzato il mondo e l'avrebbe sospinto nel ventunesimo secolo.
E nel suo risveglio nell'alba scura lei stava dipingendo, cancellando la notte con un pennello carico di luce, un enorme pennello con un nuovo colore fatto di pura luce.

Lawrence Ferlinghetti - L'amore nei giorni della rabbia


Oggi scrivevo erroneamente 21/11/68 sul foglio, a lezione. Ho lasciato l'errore.

Alla cattedra un coniglio bianco con gesti lisergici frantumava gli assi cartesiani della percezione.


e i giovani di mani fragili e menti inquiete
quelli sfrattati dal castello del sonno
solo a metà svegli e agitati
da adesso in poi nelle strade a gridare
parole nude e desideri
"Il est interdit d'interdire"
portando un fallo bianco attraverso
il bosco del mondo
avec une émotion sédeuisante...
dictionnaire révolutionaire
séme à tout vent...




Today's Song: Jefferson Airplane - White Rabbit



25 ottobre 2008

Cercate di raggiungere l'irraggiungibile

[..] così forse ora mi scuserete se continuo a correre dietro alla vita e all’amore, poiché la prima cosa che Dio fece fu l’amore anche se la seconda fu il sangue, sebbene voi forse non vorrete ammetterlo, dato che è impertinente supporre che l’essenza abbia in realtà preceduto l’essere, e la terza cosa in gamba che Dio fece fu il lungo viaggio che io, per non parlare di tutti gli altri, sto facendo, sì sono sulla via di me stesso attraverso ciò che spero sia amore o almeno attraverso ciò che vorrei prendere per amore sì sono sulla via di me stesso attraverso le illusioni del senso attraverso le illusioni di felicità e bellezza per trovare quel profondo ritmo interiore al di là dell’io, se ancora una volta vorrete perdonarmi d’essere un tale cliché ambulante, e allora, allora addio, addio mamma, addio papà, addio dottore, addio dolce tristezza…

Lawrence Ferlinghetti - Lei


ferlinghetti


Today's Song: Ben Harper - Burn One Down


If you don't like my fire, then don't come around. Cause I'm gonna burn one down.

9 giugno 2008

Ma cos'è quel ridere sotto la collina

Ma cos’è quel ridere sotto la collina

E’ il riso del Meraviglioso
                                         dell’Invisibile
                                                            dell’Assurdo
Poiché non esiste più alcun Via-da-qui
            (Sull’isola più remota
              c’è un Club Med)
                                         cerchiamo l’isola dentro di noi
                     un’isola soleggiata
                                un luogo di calipso scatenato
                                              un’isola dell’estrema evasione
             la terra inconquistabile
                                                   che non può venire consunta
C’è una tensione appassionata
                              uno struggersi dal desiderio del selvaggio
                                                       un amore per il selvaggio
                                                                       al cuore di ogni storia
Da Calibrano a Gauguin
       dal buon selvaggio di Rousseau
            al Battello Ebbro di Rimbaud
                             e al primo urlo barbaro di Whitman
Dai colonizzatori del Roanoke
                          (che scomparvero in zone inesplorate
                                  lasciando dietro di sé solo un foglietto:
                                                                        “Partiti per Croatan”)
          al Richiamo della Foresta di London
                             al Cassady di Kerouac
                                           la cui auto truccata era il suo destriero
             e a Ken Kesey sul suo autobus
                        che sul cartello di destinazione aveva “Oltre”
                                                                        sull’ultima frontiera

     E’ una terra di eretici e di streghe
                         Schiavi fuggiaschi e montanari
                                     Uomini che Bruciano e poètes maudits

Sentiamo il loro riso alto
                  Sentiamo il loro alto lamento
                                                                    qui alla fine del mondo

Lawrence Ferlinghetti - Ma cos'è quel ridere sotto la collina


Today's Song: Bob Dylan - Ballad of a thin man (from I'm not there movie)



23 aprile 2008

Non credeva

Non credeva
                     all’estasi lei
Non credeva
                     a voli scriteriati
      che poi
                 sarebbero precipitati
                                   (senza paracadute)
Eppure rimaneva una romantica
                                                    a modo suo
       passati gli anni verdi ad amare
                   un pittore che volava
                               dove a lei nemmeno interessava
                                                                                     osare

Lawrence Ferlinghetti - Non credeva


Today's Song: Hey Hey What Can I Do



24 marzo 2008

Ah ipocrita postmoderno, vattene!

Lawrence Ferlinghetti, affettuosamente "Nonno Lawrence", il nonno poeta barbaro sovversivo e ribelle che non ho mai avuto. Oggi compie 89 anni. Non ho avuto modo di conoscerlo ma da quanto ho letto in giro scrive ancora come sa fare lui e urla ancora contro la vecchiaia che non lo piega. Così vorrei festeggiarlo con alcune citazioni da un suo libricino fantastico, Cos'è la poesia? o What is Poetry? come preferisco chiamarlo.. Auguri Nonno Lawrence, spero di incontrarti presto (chissà)

Poesia è
notizie dalla frontiera
della coscienza


Poesia è
il grido che grideremmo
al risveglio in una selva oscura
nel mezzo del cammin
di nostra vita


Poesia è una voce di dissenso
contro lo spreco di parole
e la pletora folle della stampa


E' fatta
da sillabe di sogni


Una poesia la si può fare in casa
con ingredienti di tutti i giorni
Sta in una pagina sola
ma può riempire un mondo e
sta bene nella tasca di un cuore


Poesia è fatta di pensieri-notte
Se può strapparsi via dall'illusione
non sarà rinnegata
prima d'alba


Ode il bisbiglio di elefanti e vede
quanti angeli danzano
su una punta di uno spillo


Il poeta è un barbaro sovversivo
alle soglie della città
che sfida costantemente
il nostro status quo


Sia poesia ancora
tocco ribelle
alle porte dell'ignoto


Svegliatevi, il mondo è in fiamme!




Today's Song: Ray Lamontagne - Trouble



7 febbraio 2008

Poetry Revolution

[..] e proprio mentre la fila serpentina correva dentro la folla della fiera una lamentosa selvaggia stracciata banda di poeti americani di rue Git-le-Coeur si precipitò da una strada laterale nel mezzo del boulevard e cadde dentro la fila serpentina, saltando sulle spalle dei ballerini e aggrappandosi al collo delle donne, cantando e urlando che la Polizia Poesia veniva a salvarli, la Polizia Poesia veniva a salvarli tutti dalla morte, il Capitano Poesia veniva a salvare il mondo da se stesso, a liberare il mondo in nome dell’amore e della bellezza, la Polizia Poesia era arrivata per rimuovere il masso della massa, la Polizia Poesia stava per scendere con paracadute fatti con pagine di dizionari osceni, la Polizia Poesia stava per atterrare simultaneamente nelle piazze principali di quarantadue grandi città avendo noleggiato tutti gli aerei del mondo ed essendosi assicurata posti gratuiti per viaggiare all’infinito dal momento che tutti erano poids net, la Polizia Poesia stava per atterrare simultaneamente sulla cima di tutti gli edifici più alti e su tutti i ponti e i monumenti e le fortificazioni del mondo e prendere il comando della situazione mondiale che si stava rapidamente deteriorando, la Polizia Poesia stava per invadere Ginevra e decidere una volta per tutte quale doveva essere la forma del tavolo in tutte le future conferenze per la pace, la Polizia Poesia stava per consolidare la sua posizione simultaneamente in tutte le parti del mondo arrampicandosi sulle schiene e aggrappandosi al collo di tutti e urlando vere profonde estatiche formule per l’eterna matta salvezza, la Polizia Poesia stava per occupare tutte le biblioteche, i giornali, le stamperie e i ristoranti automatici e obbligare a penna puntata i loro proprietari a non stampare altro che articoli di pura poesia e menù di puro amore, e obbligare i quotidiani a non riportare altro che storie di pura poesia dando le ultime posizioni e gli atteggiamenti e le apparizioni e le manifestazioni e le dimostrazioni della pura bellezza ricavati dal manto della nuda realtà, e le ultime notizie delle ultime azioni dell’amore in tutto l’universo, e a pubblicare tutto l’amore degno di stampa e tutto l’amore indegno di stampa ma rifiutarsi di pubblicare qualsiasi storia o articolo o fotografia che riguardasse qualsiasi altro argomento poiché nessun altro argomento faceva più notizia, e anche i grandi intoccabili redattori della Rivista Morte nei loro alti uffici di vetro avrebbero alzato le loro persiane alla veneziana e io ero il poid net Andaluso Raffine, ero Andy Raffine ridotto a peso netto, e stavo cavalcando con leggerezza sulle spalle di un enorme tordo nero in calzamaglia nera con un’acconciatura da Statua della Libertà e una fiammeggiante torcia in mano che lui agitava di qua e di là appiccando fuoco alle giubbe a coda dei veri poliziotti, funzionari, politicanti, legionari ed ecclesiastici, e io su di lui strappavano le penne della sua acconciatura da Statua della Libertà fatta con le penne dei veri piccioni americani, e queste penne sincere le intingevo nella sfolgorante luce dei lampioni, e col mio pennello di penne così intinto dipingevo grandi dipinti sfolgoranti all’altezza del secondo piano sui muri che correvano per tutta la lunghezza delle strade, e con la mia penna di penne così intinta scrivevo grandi sfolgoranti poesie su carta igienica srotolata e la drappeggiavo attraverso le strade e i boulevards, da lampione a lampione, e la lasciavo ricadere a riccioli sulla testa di anziani civili che l’arraffavano, lottavano per impadronirsene, e correvano a casa per incollarla sugli specchietti da barba, sulle insegne dei barbieri del sindacato, sui muri dei magazzini e sul retro della Camera dei Deputati, la Conciergerie, l’Opèra e l’Opèra Comique e il Circo Mediano dove i cavalli da circo che giravano in cerchio e i loro cavalieri cavalcanti dissellati e in piedi la leggevano e cadevano giù sulla segatura storditi ma cantando, come sulle pareti principali di ogni American Express e di ogni casa suburbana alla periferia di ogni città e sulle porte laterali di ogni chiesa e tempio, con la parola Amore sottolineata ogni volta che ricorreva in una poesia, e la Rivoluzione Poesia si espandeva, la Rivoluzione Poesia stava scuotendo, trasformando l’esistenza e la civiltà mentre rotolava all’angolo del Boule Miche giù per il boulevard Saint-Germain verso l’Odéon dove Danton sorvegliava un’entrata del Metro e orologi da tasca penzolavano da ogni albero ognuno con un’ora diversa dondolando nella brezza ma tutti indicando che era più tardi di quello che credi, mentre folle di baschi neri e orde di sandali uscivano fluttuando e barcollando e fuggendo dal Café Mabillon e dalla Pergola per unirsi alla ritardataria Rivoluzione Poesia, mentre tremilanovecentoquarantadue alunni dell’Académie Duncano uscivano sciamando dalla rue de Seine pettinandosi i capelli con lire greche. [..]

da Lawrence Ferlinghetti - Lei






Today's Song: Serj Tankian - Empty Walls



3 febbraio 2008

il Poeta

Rischiando continuamente assurdità
e morte
dovunque si esibisce
sulle teste
del suo pubblico

il poeta come un acrobata
s'arrampica sul bordo
della corda che s'è costruita
ed equilibrandosi sulle travi degli occhi
sopra un mare di volti
marcia per la sua strada
verso l'altra sponda del giorno
facendo salti mortali
trucchi magici coi piedi
e altri mirabili gesti teatrali
e tutto senza sbagli
ogni cosa
per cioò che forse non esiste

Perchè egli è il super realista
che deve per forza capire
una tersa verità
prima di affrontare passi e posizioni
nel suo supposto procedere
verso quell'ancor più alto posatoio
dove la Bellezza sta e aspetta
gravemente
l'avvio della sua girandola di morte

E lui
un piccolo Charlot
che potrà cogliere o no
la sua dolce forma eterna
con le braccia distese in croce nell'aria vuota
dell'esistenza

Lawrence Ferlinghetti - Coney Island della mente

Today's Song: The Allman Brothers Band - Ramblin' Man