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27 marzo 2010

il velo del cielo sulla tiare e sui diademi di una grande Eterna Brunetta chiamata notte

E’ una tiepida e tarda notte di marzo; sono nel pieno del chiaro di luna le streghe di marzo si lanciano a tutta velocità con i veli e le scope, i levrieri le inseguono, guaiscono nell’oscurità, le foglie non volano, restano schiacciate sotto i piedi, bagnata, una creatura bestiale si rotola sulla schiena nella terra, stai per capire che il Re Barone delle dolci montagne non stava per essere incoronato nella linfa di pino di questo Regno – vidi uccelli blu tremare su fradici rami neri, “flauto!”.
La primavera di flauto correva nei corridoi e nei vicoli rituali della mia mente sacra nella santa vita e mi faceva svegliare e risorgere alla mia attività di essere e diventare un uomo. Prendevo profonde boccate d’aria, mi infilavo con rapidi passi in scorciatoie sulla ghiaiosa via di accesso con vista sul fiume sul retro desolato del Textile – le grandiose vedute di Lowell da questa posizione dominante di notte, le innumerevoli acque tristi e tragiche laggiù, su sagome di arbusti morti e Reo e Chandler e vecchissime automobili bip bip bop in rovina infestate dai topi, e la sabbia putrida, che puzzava di fogna – ecco gli odori che inalavo nella primavera questa notte di ritorno dalla casa di Maggie, la primavera spingeva avanti il vecchio paraurti con sotto la sua dolce immondizia imputridita e incrostata e sapevo – che tutto ciò si sarebbe mischiato con il dolce alito del fiume che mi sgomenta sul lago nell’ansa – Dalla radura di Lakeview potevo letteralmente sentire l’odore delle pigne che si preparano per felici estati all’asciutto sulla terra, delle azalee di nuovo gonfie nel giardino di Mrs Faterty, il bar di Rattigan a fianco avrebbe sparso nell’aria l’aroma della schiuma della birra nei mesi seguenti – non si poteva non capire che era arrivata la primavera per l’agitarsi delle scope sulle verande delle signore -
Jack Kerouac, Maggie Cassidy




Today's Song: Jimi Hendrix - Bleeding Heart



10 novembre 2009

gli ingranaggi dell'universo han smesso di funzionare (?)

Oltre a tutto questo, ho avuto vari pesi da portare sulle spalle: problemi di persone stupide che non sanno quello che vogliono. Sono stanco di questa ambiguità, ignoranza e indifferenza.
Voglio essere serio.
Poichè sono circondato da gente simile, mi sembra quasi inutile cercare di andare a fondo col mio lavoro... In ogni caso, a loro non importa. Non lo sanno. Mi sto rivolgendo a me stesso come la donna che ride all'ingresso del parco dei divertimenti, che tutti fissano con la bocca aperta.
Non ci sono degli intenditori?
Nessun appassionato dell'amore?
E' questo il modo in cui il mondo andrà a finire, nell'indifferenza? Dove stanno i veri entusiasmi, quelli seri, importanti, innegabili? Dove sono gli antichi profeti e i compilatori delle Scritture? Dov'è l'Agnello di Dio? Dove sono i piccoli? Cos'è successo alla parabola? Alla Parola? E alle storie semplici e alla serietà?
Cos'è tutta questa scienza vana?
Perchè la gente vagabonda con superficialità e se ne dimentica pure?
Dov'è il bambino serio?
Non moriamo neanche più, semplicemente scivoliamo oltre l'ultimo lampione come fanno i personaggi di Céline. Non è neppure una presa in giro. E' un incidente.
Chi se ne importa del naturalismo?
Ecco perchè adesso non posso più andare a fondo nelle cose. O, amore, vieni da me, sbrigati perdio, la Musa non mi basta e non ci sono corone di alloro.
Voglio un'anima.
Voglio un'anima.
Voglio un'anima.
Voglio la mia piccola ragazza.

Jack Kerouac, Un mondo battuto dal vento





21 aprile 2009

O human, where art thou?

Sento di essere l'unica persona al mondo che non conosce la sensazione di calma insolenza, quindi sono l'unico folle al mondo, l'unico pesce fuor d'acqua. Tutti gli altri sono assolutamente soddisfatti della vita così com'è. Io no. Voglio la pura comprensione e poi la vita, così com'è. A cosa starà pensando quella donna, seduta sulla soglia al di là della strada? Vuole un marito. Per capire l'amore e raggiungere la consapevolezza di questo sentimento insieme a lui? Per partecipare con lui a una cospirazione per raggiungere l'eternità?
No, pensa a scopate annoiate e avide nel letto matrimoniale, a crescere i figli distrattamente, a morire distrattamente, e infine giacere nella tomba che la accoglierà, distrattamente - e lasciamo che Dio abbia cura del resto.
Non fa per me.
Deciderò io stesso cosa fare della mia vita, anche se brucerò nel provarci.
Nel frattempo mi stupisco continuamente del fatto che le persone non si amino. Come fanno?
(Quindi adesso, finalmente, sono diventato uno psicotico.)

Jack Kerouac, Un mondo battuto dal vento





Today's Song: Pearl Jam - Love Boat Captain



13 novembre 2008

Novembre nella Foresta di Arden

Oh, venti poderosi, che schiantate i rami novembrini! Il placido sole splendente, non toccato dalle furie della terra, abbandona il mondo all'oscurità, al selvaggio oblio e alla notte, mentre gli uomini tremano nei loro cappotti e si affrettano a tornare a casa. Poi le luci di casa scintillano in quelle profondità desolate. Eppure ci sono le stelle! Alte e luccicanti in un firmamento spirituale. Noi cammineremo fra mulinelli di vento, guardando intensamente attraverso le nostre sembianze terrestri, alla ricerca di un improvviso sorriso di intelligenza umana al di là di queste insondabili bellezze. Ora il ruggito della furia di mezzanotte e lo scricchiolio dei cardini e delle finestre, ora l'inverno, ora la comprensione della terra e della nostra presenza su di essa: questo dramma di enigmi e di doppi fondi, di sofferenze e di tristi gioie, queste cose umane nell'elementare vastità di un mondo battuto dal vento.

Jack Kerouac - Un mondo battuto dal vento




Today's Song: Godspeed You! Black Emperor - Blaise Bailey Finnegan III



20 luglio 2008

Life is an open road

"«Qual è la tua strada, amico?... La strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada del pesce piccolo, una strada qualunque. E' una strada che porta chiunque dovunque comunque. Chi dove come?»"

Jack Kerouac - On the Road


Spesso mi ritrovo a fantasticare sulla mia strada.
Dove mi porterà, chi si unirà a me lungo il suo percorso, per quanto tempo srotolerà il suo manto misterioso sotto i miei piedi.
Lo stesso fantasticare su questa rotta fantomatica, la curiosità.. dio, vale la pena di continuare a camminare per sapere cosa troverai alla fine, che sia felicità o altro, nonostante gli ostacoli e tutto il resto.
Il problema della maggior parte degli uomini è il fatto di percorrere questa strada senza mai levare gli occhi dai propri passi, o peggio percorrerla facendosi portare da qualcuno o qualcosa, chiusi in un baule motorizzato.

Basta lasciar perdere il buco nella suola delle proprie scarpe, basta scendere dalla macchina e dire "basta, posso usare le mie gambe".
Basta alzare lo sguardo verso l'alto e farsi folgorare dalla luce. Camminare a testa alta e osservare tutto, assaporare l'aspro e dolce succo della vita, della strada.



Today's Song: Bryan Adams - Open Road



25 giugno 2008

Old Bull Talkin'

In macchina, mentre tornavamo alla sua vecchia casa, disse:

«Un giorno il genere umano si renderà conto che in realtà siamo in contatto con i morti e con l'aldilà, qualunque cosa sia; se solo facessimo un vero sforzo di volontà mentale, già adesso potremmo predire cosa succederà nei prossimi cento anni e far qualcosa per evitare ogni genere di catastrofe. Quando si muore il cervello subisce una mutazione di cui non sappiamo ancora niente ma che un giorno diventerà chiara se gli scienziati si daranno da fare. Al momento quei bastardi sono solo interessati a vedere se riescono a far saltare in aria la terra.»

Jack Kerouac - On the Road


Today's Song: NOFX - The Decline



12 maggio 2008

Dawn of the Night

Cavalchi un sogno
nel momento interrotto

Schizzi di bianco
latteo, sulla tela nera del cielo
- il tramonto spirato
L'Orsa dell'Olimpo traina
il Carro Romano
Vedi la notte di Lowell
tra le pieghe
dell'anima

La Radio canta Jack Kerouac
L'alcool infiamma l'Ego

Cerchi la stella promessa..
..Dove sei?

Today's Song: Pearl Jam - Alive



21 marzo 2008

Sono seduto qui nell’immobile eternità

E per un istante raggiunsi l'estasi che avevo sempre desiderato conoscere: consisteva nell'entrare di netto nelle ombre eterne superando il tempo cronologico e nell'osservare stupefatto da lontano lo squallore del regno mortale, nella sensazione della morte che mi incalzava spingendomi ad andare avanti, con un fantasma alle spalle che la incalzava a sua volta, e correvo verso un trampolino dal quale si tuffavano gli angeli per volare nello spazio sacro del vuoto della non-creazione, nel potente e inconcepibile fulgore che si sprigionava dalla luminosa Essenza della Mente, con gli innumerevoli regni dell'oblio che si aprivano nel magico firmamento del paradiso. Sentivo un rombo indescrivibile, un fragore che non era nelle mie orecchie ma dappertutto, e non aveva niente a che fare con il suono. Mi resi conto di essere morto e rinato innumerevoli volte, senza ricordare, perchè la transizione dalla vita alla morte alla vita è così facile ed eterea, una magica azione per nulla, come addormentarsi e svegliarsi un milione di volte, la totale casualità e la profonda ignoranza di tutto ciò. Mi resi conto che era solo per via della stabilità della Mente Intrinseca che aveva luogo questo ondeggiare dalla nascita alla morte, lieve come l'increspatura creata dal vento su uno specchio d'acqua puro, sereno. Provavo un senso di felicità dolce, travolgente, come una grossa iniezione di eroina nella vena principale; come il brivido di un sorso di vino nel tardo pomeriggio; sentivo un formicolio ai piedi. Pensai che sarei morto di lì a un attimo. Ma non morii, feci sette chilometri a piedi, raccolsi dieci lunghe cicche di sigaretta e le portai nella stanza d'albergo di Marylou; usai il tabacco per riempire la pipa e l'accesi. Ero troppo giovane per capire cos'era successo.

da Jack Kerouac - On the Road


Today's Song: Ray Lamontagne - Three more days



12 marzo 2008

Dear Ti Jean

Povero piccolo mondo angelico! Già, ti immagino lassù da qualche parte, tra le tue stelle, le stelle della tua Lowell, dove eri nato, la testa china verso l'umanità del nuovo millennio più sotto con aria triste e forse ancora un pò sbronzo nella tua tenerezza. Da quel 12 Marzo di Lowell oramai son passati ben 86 lunghi anni, hai lasciato il samsara che ti stava opprimendo volandotene via sulle tue ali adamantine invisibili nel '69 - tu e Charlie Chaplin sapevate che esistessero - e forse hai trovato la tua fottuta ricompensa nei cieli.. Ho saputo di te che già te n'eri andato, mentre sfogliavo la tua opera più famosa, On the road, gli occhi incollati alle pagine, l'anima affamata che si 
cibava velocemente di inchiostro e ti
pedinava nel tuo girovagare per kilometri e kilometri da una costa all'altra immerso nella tua America, l'America che ti ha cresciuto, l'America che a volte ti ha deluso ma altre volte ti ha fatto camminare in un sogno grazie ai suoi spazi aperti, così selvaggi e misteriosi soprattutto quando eri ragazzo - non avevi bisogno d'altro, se non una Fattoria celestiale, muoverti sui merci della SP, un whiskey da pochi soldi, una donna diversa ogni tanto, allucinazioni e una canzone nel cuore. Quel tuo libro mi colpì come un treno merci, qualcuno tolse una pezza che copriva un buco nella mia esteriorità e permise a ideali e sogni che ancora non avevo
scoperto in me di venir fuori, ondata
magmatica di realtà.

Oggi mi chiedevo perchè diavolo ascoltavo musica jazz da film 
noir in una giornata di Sole come questa (smooth jazz credo ma temo ira funesta degli esperti, 
beh fanculo), o una bop session di Dizzie
Gillespie, mentre rotolavo tranquillamente sull'asfalto attaccato al 
volante del mio mezzo - e pensavo
di vedere ad un certo punto un autostoppista e di prenderlo su 
"Io faccio sempre salire gli autostoppisti
perchè sò cosa significa fare l'autostop" 
, ma non c'è spazio per queste cose, qui. Dio.. è tutto collegato, avrei voluto avere la mia avventura, come la tua, e non si sa mai che forse presto la potrò avere.
Per ora questo piccolo omaggio, scritto spontaneamente (il rotolo 
da telescrivente non ce l'ho) come
a te piaceva scrivere, niente di che ma ti posso dire che il tuo 
ricordo è vivo in me, come anche in altri
ragazzi (pochi) e forse non siamo più la tua generazione Beat ma 
finchè leggeremo i tuoi pensieri forse
potremo un pò riviverla, propagandandoli nel tempo.
Grazie Ti Jean, Jack. Salutami il dottor Sax. 

Kerouac.com
Kerouac su Wikipedia
Citazioni di Kerouac



Today's Song: The Allman Brothers Band - Ramblin' Man

11 febbraio 2008

Angels

Io so solo una cosa: a questo mondo tutti sono angeli, Charley Chaplin e io gli abbiamo visto le ali, non c'è bisogno di essere una ragazzina serafica con un pensoso sorriso di tristezza per essere un angelo, puoi essere Ammazza Sette con la maglietta a striscioni che ghigna in una caverna, in una fogna, puoi essere quel mostro rognoso di Wallace Beery con la canottiera lurida, puoi essere un'indiana pazza accosciata in un rigagnolo, puoi persino essere un Dirigente Americano dagli occhi svegli, sveglio sorridente e convintissimo, puoi persino essere un perfido intellettuale delle capitali d'Europa ma sulle spalle di ognuno io vedo le grandi tristi ali invisibili e mi dispiace che siano invisibili e di nessuna utilità pratica e non lo sono mai state e l'unica cosa che facciamo è combattere fino alla morte - Perchè?

Jack Kerouac - Angeli della Desolazione





Today's Song: The Allman Brothers Band - Southbound



16 gennaio 2008

History (of violence)

"...Ma anche in un atto così tranquillo e semplice come leggere la storia del mondo in una cabina confortevole su mari confortevoli provavo quell'orribile disgusto per tutto - le cose assurde fatte nella storia umana anche prima di noi, sufficienti per far piangere Apollo o far deporre il peso ad Atlante, mio Dio i massacri, le purghe, i tributi rubati, i ladri impiccati, gli imbroglioni imperatorati, gli zotici pretorianizzati, le panche sbattute in testa alla gente, i lupi che attaccano campi di nomadi, i Gengis Khan che seminano rovina - testicoli schiacciati in battaglia, donne violentate in mezzo al fumo, bambini presi a cinghiate, animali sgozzati, coltelli levati, ossa gettate - Schioccando i labbroni sgocciolanti sugo di carne i Re zoticoni cacavano su tutti attraverso la seta - I poveri cacavano attraverso la tela di sacco - Gli errori dappertutto gli errori! La puzza di vecchi quartieri e delle loro pentole e dei loro mucchi di merda - I Cardinali tipo «Calze di seta ripiene di fango» i deputati americani che «brillano e puzzano come sgombri marci al chiaro di luna» - Gli scotennamenti dai Dakota a Tamerlano - E gli sguardi umani alla Ghigliottina e ai roghi ardenti all'alba, le tenebre, i ponti, le nebbie, le reti, le mani nude e i vecchi panciotti morti della povera umanità in tutte queste migliaia di anni di «storia» (la chiamano così) e tutto questo un terribile errore.
Perchè Dio l'ha fatto? o è stato davvero un Demonio a capeggiare la Caduta? Delle Anime in Cielo avranno detto «Vogliamo provare l'esistenza mortale, O Dio, Lucifero ha detto che è grandiosa!» - Bang, ed eccoci a cadere giù, verso questo, verso campi di concentramento, forni a gas, filo spinato, bombe atomiche, assassinii alla televisione, carestia in Bolivia, ladri vestiti di seta, ladri con la cravatta, ladri in ufficio, passacarte, burocrati, insulto rabbia, sgomento, orrore, incubi terrificanti, morte segreta di postumi da sbornia, cancro, ulcere, strangolamento, pus, vecchiaia, ospizi per i vecchi, bastoni, carne gonfia, denti che cadono, puzza, lacrime e addio. Lo scriva qualcun'altro, io non ne sono capace."

da Jack Kerouac - Angeli della Desolazione


Today's Song: Negrita - Hemingway



7 gennaio 2008

Preferisco...

"Preferisco morire che essere famoso,
Voglio andare a vivere nel deserto
Con i capelli lunghi incolti, a mangiare
Al fuoco del campo, coperto di sabbia,
Duro come una ciambella
Cotto dalla Sabbia
La Pura Terra
      Terra Moo
      Terra Celeste del Giusto
      cosa
      la cosa

Preferisco stare nella sabbia del deserto,
Accoccolato a gambe incrociate, nel mezzogiorno
Della lucertola, sotto una tettoia
Di legno, nel Deserto Dee Go,
Proprio a ovest di L A,
O anche a Chihucha, nelle secche
Zackatakies, Alta Guadalajara,
- l'assenza di fantasmi
  non mi fa re -

preferisco andare nelle alte terre solitarie
dell'altopiano dove di notte puoi sentire
il zing del silenzio
dalle sale dei Convenuti"

Jack Kerouac - Mexico City Blues (64esimo refrain)

Today's Song: Lagwagon - Gun in your hand



17 dicembre 2007

Terra d'Africa arsa dall'odio

"Vidi il film Trader Horn, la collina brulicante di gente in corsa sui campi bruni d'Africa - lasi lado, lasi lado, arrivavano di corsa giù dall'altura tondeggiante in un'orda diabolica brandendo tutti le lance e urlando nel sole selvaggio d'Africa, orribili bilbol-bul neri della boscaglia abbandonate il vostro deserto; ostentavano delle sudice ossa sul petto, i capelli stavano ritti un palmo all'infuori come le aureole del Serpente di Blake e scagliavano le lance e appendevano la gente a testa in giù su croci ardenti - il colle somigliava in tutto e per tutto al colle di sogno della fattoria in cima a Bridge Street dove vidi quel Castello sorgere come un fumo grigio - sulla cima nuda e spoglia (nel film era così) piombava questa massa di demoni urlanti con i loro denti e le aste di bambù - con la loro siccità - ero convinto che stesse arrivando la fine del mondo e che quei demoni sarebbero calati sciamando da una collina assolata come quella su ogni paese e città degli Stati Uniti, li vedevo innumerevoli come formiche balzar fuori dall'Africa in frenetiche carovane su e giù per un muro - fragori e armate di diavoli dilaganti per il mondo urlando lasi lado, lasi lado, lasi lado - Mi pareva che sarebbe venuta la siccità, arroventando la terra, isterilendo fino ad annullare Lowell e il mondo intero con tutti gli uomini affamati e assetati mortalmente a invocare la pioggia, e improvvisamente giù da quella collina d'oro bruciato sotto sciami di grosse e vaporose nuvole bianche sovrastanti l'azzurro pomeriggio eterno che ero stato a guardare steso per terra da un terrapieno con un filo d'erba in bocca... che sarebbe arrivata la prima gigantesca fila dei baluba con le antenne ondeggianti come tanti scarafaggi, e poi la seconda fila, la compatta ondata di piena schiamazzante giù dalla collina in preda a una follia ululante e nera, e infine la compagnia al completo."

da Jack Kerouac - Il Dottor Sax




Today's Song: Lagwagon - Falling Apart