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20 luglio 2008

Life is an open road

"«Qual è la tua strada, amico?... La strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada del pesce piccolo, una strada qualunque. E' una strada che porta chiunque dovunque comunque. Chi dove come?»"

Jack Kerouac - On the Road


Spesso mi ritrovo a fantasticare sulla mia strada.
Dove mi porterà, chi si unirà a me lungo il suo percorso, per quanto tempo srotolerà il suo manto misterioso sotto i miei piedi.
Lo stesso fantasticare su questa rotta fantomatica, la curiosità.. dio, vale la pena di continuare a camminare per sapere cosa troverai alla fine, che sia felicità o altro, nonostante gli ostacoli e tutto il resto.
Il problema della maggior parte degli uomini è il fatto di percorrere questa strada senza mai levare gli occhi dai propri passi, o peggio percorrerla facendosi portare da qualcuno o qualcosa, chiusi in un baule motorizzato.

Basta lasciar perdere il buco nella suola delle proprie scarpe, basta scendere dalla macchina e dire "basta, posso usare le mie gambe".
Basta alzare lo sguardo verso l'alto e farsi folgorare dalla luce. Camminare a testa alta e osservare tutto, assaporare l'aspro e dolce succo della vita, della strada.



Today's Song: Bryan Adams - Open Road



25 giugno 2008

Old Bull Talkin'

In macchina, mentre tornavamo alla sua vecchia casa, disse:

«Un giorno il genere umano si renderà conto che in realtà siamo in contatto con i morti e con l'aldilà, qualunque cosa sia; se solo facessimo un vero sforzo di volontà mentale, già adesso potremmo predire cosa succederà nei prossimi cento anni e far qualcosa per evitare ogni genere di catastrofe. Quando si muore il cervello subisce una mutazione di cui non sappiamo ancora niente ma che un giorno diventerà chiara se gli scienziati si daranno da fare. Al momento quei bastardi sono solo interessati a vedere se riescono a far saltare in aria la terra.»

Jack Kerouac - On the Road


Today's Song: NOFX - The Decline



21 marzo 2008

Sono seduto qui nell’immobile eternità

E per un istante raggiunsi l'estasi che avevo sempre desiderato conoscere: consisteva nell'entrare di netto nelle ombre eterne superando il tempo cronologico e nell'osservare stupefatto da lontano lo squallore del regno mortale, nella sensazione della morte che mi incalzava spingendomi ad andare avanti, con un fantasma alle spalle che la incalzava a sua volta, e correvo verso un trampolino dal quale si tuffavano gli angeli per volare nello spazio sacro del vuoto della non-creazione, nel potente e inconcepibile fulgore che si sprigionava dalla luminosa Essenza della Mente, con gli innumerevoli regni dell'oblio che si aprivano nel magico firmamento del paradiso. Sentivo un rombo indescrivibile, un fragore che non era nelle mie orecchie ma dappertutto, e non aveva niente a che fare con il suono. Mi resi conto di essere morto e rinato innumerevoli volte, senza ricordare, perchè la transizione dalla vita alla morte alla vita è così facile ed eterea, una magica azione per nulla, come addormentarsi e svegliarsi un milione di volte, la totale casualità e la profonda ignoranza di tutto ciò. Mi resi conto che era solo per via della stabilità della Mente Intrinseca che aveva luogo questo ondeggiare dalla nascita alla morte, lieve come l'increspatura creata dal vento su uno specchio d'acqua puro, sereno. Provavo un senso di felicità dolce, travolgente, come una grossa iniezione di eroina nella vena principale; come il brivido di un sorso di vino nel tardo pomeriggio; sentivo un formicolio ai piedi. Pensai che sarei morto di lì a un attimo. Ma non morii, feci sette chilometri a piedi, raccolsi dieci lunghe cicche di sigaretta e le portai nella stanza d'albergo di Marylou; usai il tabacco per riempire la pipa e l'accesi. Ero troppo giovane per capire cos'era successo.

da Jack Kerouac - On the Road


Today's Song: Ray Lamontagne - Three more days