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21 maggio 2009

Sarò il parco selvaggio in mezzo a un incubo di perfezione

Fino a dieci anni di età io non mi resi conto che esistessero paesi “caldi”, posti dove non c’è da sudarsi la vita, né tremare né far finta che questo sia tonico, inebriante. Dovunque c’è freddo, lì c’è gente che sgobba a morte e quando mettono al mondo un bambino, insegnano al bambino il vangelo del lavoro; che, in fondo, non è altro che la dottrina dell’inerzia. I miei eran completamente nordici, cioè a dire idioti. Ogni idea sbagliata che mai sia stata espressa, l’avevano loro. La dottrina della pulizia, per non dire della rettitudine. Eran penosamente puliti. Ma dentro puzzavano. Mai avevano aperto la porta che mena all’anima; mai si sognarono di fare un salto nel buio. Dopo pranzo subito lavavano i piatti e li mettevano nella credenza; dopo letto, il giornale veniva piegato con cura e riposto su uno scaffale; dopo lavati i panni li stiravano e li ripiegavano e poi li riponevano nei cassetti. Ogni cosa per il domani, ma il domani non veniva mai. Il presente era solo un ponte e su questo ponte essi ancora gemono, come geme il mondo, e non c’è un idiota, mai, che pensi di far saltare il ponte.

Henry Miller, Tropico del Cancro



Conformity by Vicodininja


Today's Song: Pearl Jam - Breath



21 agosto 2008

L'ultimo libro

"Per cento anni e più il mondo, il nostro mondo, è stato in agonia. E non un uomo, in questi ultimi cento anni, è stato abbastanza pazzo per mettere una bomba nel buco del culo del creato e di farlo saltare in aria. Il mondo marcisce, muore a poco a poco. Ma ci vuole il coup de grace, ci vuole, per farlo andare in pezzi. Nessuno di noi è intatto, eppure abbiamo in noi tutti i continenti e i mari che stanno fra i continenti e gli uccelli dell'aria. Noi dobbiamo sopprimerla, l'evoluzione di questo mondo che è morto ma che ancora non è stato sepolto. Noi nuotiamo alla superficie del tempo e ogni altra cosa è annegata, sta annegando, annegherà. Sarà un fatto enorme, il libro.
Vi saranno oceani di spazio in cui muoversi, deambulare, cantare, ballare, arrampicarsi, nuotare, far salti mortali, gemere, violentare, assassinare. Una cattedrale, una cattedrale vera e propria, alla cui edificazione contribuiranno tutti quelli che han perduto la propria identità. Ci saranno messe per i poveri morti, preghiere, confessioni, inni, lamenti funebri e chiacchiere, una specie di criminale sventataggine; ci saranno rosoni e gronde scolpite e accoliti e altri a reggere i cordoni del carro funebre. Si potrà entrare coi cavalli al galoppo per le navate. Si potrà battere la testa contro i muri: non cedono. Pregare nella lingua preferita, accovacciarsi sugli scalini e dormire. Durerà mille anni almeno questa cattedrale, e non ci saranno repliche perchè i costruttori saranno morti e la formula anche. Faremo stampare cartoline, organizzeremo giri turistici. Costruiremo una città attorno alla cattedrale, creeremo una libera comunità.
Non ci occorre il genio: il genio è morto. Ci occorrono mani forti, spiriti disposti a piantarla con i fantasmi e a mettere su carne..."

(in questo passo Miller parla di un libro che ha intenzione di scrivere con l'amico Boris, questa descrizione è fuori di testa, ndr).

Henry Miller - Tropico del Cancro


Today's Song: Modena City Ramblers - Clan Banlieu



2 maggio 2008

Haiku del flusso


Fiume elettrico di pensieri
Prorompe sull'Anima
La fa a pezzi

"Il fiume è ancora gonfio, fangoso, striato di luci. Non so cos'è che irrompe in me alla vista di questa corrente scura, rapida, ma un gran senso di esultanza mi solleva, afferma il profondo desiderio che è in me, di non lasciare questa terra."

Henry Miller - Tropico del Cancro