Mi rivolsi a Jeannie.
« Scusa bambola, ma a quanto pare mi invischio sempre in questi sterili dialoghi con quasi tutti i baristi che incontro. »
« Non fa niente, Belane. »
Aveva un’aria triste.
« Belane, devo andarmene. »
« Oh, va bene, ma bevine un altro, prima di incamminarti. »
« No, voglio dire andarmene, la gente che ho con me deve andarsene… dalla Terra. Non so perché, ma mi sono affezionata a te. »
« E’ comprensibile, » dissi ridendo, «ma perché la tua banda vuole lasciare la Terra? »
« Abbiamo riflettuto, è semplicemente troppo orribile. Non vogliamo colonizzare la tua Terra. »
« Che cosa è troppo orribile, Jeannie? »
« La Terra. Lo smog, gli assassinii, l’aria avvelenata, l’acqua avvelenata, il cibo avvelenato, l’odio, la mancanza di speranza, tutto. Sulla Terra l’unica cosa bella sono gli animali, e stanno eliminando anche loro, presto scompariranno tutti, tranne i topi e i cavalli da corsa. E’ molto triste, non c’è da meravigliarsi, se bevi tanto. »
« Sì Jeannie. E non dimenticare le nostre pile atomiche. »
« Sì, siete andati troppo oltre, a quanto pare. »
« Sì, potremmo sparire fra due giorni o durare altri mille anni. Non sappiamo quale delle due ipotesi si avvererà, e quindi per la maggior parte della gente è difficile interessarsi a qualcosa. »
« Mi mancherai, Belane, e anche gli animali… »
« Non ti biasimo se te ne vai, Jeannie… »
Vidi che le spuntavano le lacrime agli occhi.
« Per favore non piangere, Jeannie, accidenti… »
Prese in mano il bicchiere, lo scolò, mi guardo con occhi che non avevo mai veduto da nessuna parte, e che non avrei rivisto mai più.
« Addio, ciccione, » mi salutò sorridendo.
E poi se ne era andata.
Charles Bukowski - Pulp
Today's Song: The Rolling Stones - Sympathy for the Devil


