9 aprile 2008

Luci Rosse (It's not an erotic story)

Alzavo preoccupato lo sguardo verso il cielo grigio. Dio, speriamo che non piova oggi. Proprio una trentina di km prima mi preparavo per uscire. Avevo osservato il piccolo ombrello portatile con aria assonnata poi avevo detto a qualcuno d'invisibile "beh, fanculo all'ombrello". Probabilmente ora quel qualcuno d'invisibile stava per combinarmi uno scherzo di lì a poco, rovesciandomi addosso secchiate di acqua piovana malconcia.
Abbassai gli occhi sul libro e continuai a leggere sulla panchina del centro mentre aspettavo. Riuscivo a tapparmi le orecchie senza muovere nulla mentre il mondo caotico mi passava accanto - ci doveva essere qualche persona che schiamazzava, rombi di motori, il tubare dei luridi piccioni - ero concentrato, abbastanza. Ma non potevo fare a meno di sentire il vociare delle persone che si sedevano vicino.
Un gruppetto di ragazzi. Il solito: capelli stirati (tempo di preparazione attorno al molto, io l'avrei usato per dormire ancora), pelli costose (di cui non se ne sarebbero liberati come fanno i rettili), aria di finta superiorità. E altro. Argomenti all'ordine del giorno. Calcio, compagnucce pre-pubertatis, moda, altre cianfrusaglie. D'altronde la madre per loro, per tutti noi è il Sistema. Almeno finchè non ci decidiamo un pò a pensare. Qualcuno.

Hai quindici/sedici anni, la mamma Sistema ti parla e ti dice cosa è giusto e cosa è sbagliato. La mamma Sistema ti dice che i soldi son giusti e il barbone è sbagliato. La mamma Sistema ti dice "vieni caro, hai bisogno di vestiti.. allora.. questo va bene quest'anno, magari l'anno prossimo lo cambiamo ma ora va proprio bene, stai sicuro che con questo bel vestitino tutti ti sorrideranno e ti cammineranno accanto e ti leccheranno anche i piedi volendo, vedrai". La mamma Sistema ti dice di ascoltare tutto quello che dice la tele-spazza-visione, che stai sicuro che è tutto giusto. Ti tappa le orecchie e ti copre gli occhi quando vuole e se chiedi spiegazioni ti randella, ti punisce. In qualche modo. Alla fine cresci e impari tutto quello che mamma Sistema ti insegna, tutto quello che vuole. Ad un certo punto capisci che non può essere tutto fottutamente giusto e allora quando ti copre gli occhi subito le prendi le braccia e le allontani. Le allontani dalle orecchie. Vedi e senti anche quello che per mà è sbagliato e pensi. Cominci a scavarti un pò dentro. D'un tratto qualcosa di sbagliato per lei sembra giusto per te. E ti dici che lo è. Per te. Ti dice che se la pensi così ti rifiuterà. Ma ora hai una certa forza d'animo per fottertene e andare per la tua strada.
Molta gente invece semplicemente resta a poppare dal seno di mamma Sistema per tutta la vita. I veri bamboccioni. Almeno sono contenti.
Ci son passato anch'io e non sono ancora sicuro di aver completamente staccato la bocca dal poppatoio. Mah. Però penso. Già questo è un bel traguardo.

Poche ore dopo pioveva. In auto sentivo il ticchettio della pioggia sul parabrezza. Un desiderio, quello di alzare il dito medio verso quel qualcuno d'invisibile. O verso un suono di clacson nel traffico che pareva non finisse mai. Il mondo per strada nel Grigio, su ruote. Ma il blues mi teneva relativamente calmo, equilibrava un pò gli stati d'animo. Era come il latte freddo che lentamente si mischiava al caffè bollente. Stringevo la mano ai fratelli Allman "grazie ragazzi, davvero".
Mentre gli assoli irrompevano la pioggia aumentava e pian piano tornavo verso casa. Ogni semaforo rosso mi pugnalava. Il dannato rosso mi tormentava, dappertutto. Come le 12:34, 1234, spesso senza farlo apposta mi capitava di leggerlo sul display degli orologi digitali. Semplicemente posavo lo sguardo su un orologio ed erano le 12:34.
Poi il traffico si diradava e sentivo Dylan. Lay, lady, lay, lay across my big brass bed. Irruppi nella mia camera una volta a casa. Nessuna lady sul mio letto. C'era solo un fottuto piedone-cuscino morbido e verde. Almeno non era rosso.

"Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano."

Charles Bukowski




Today's Song: Bob Dylan - Lay Lady Lay



2 commenti:

El Confo ha detto...

Questo commento è rivolto a te, ragazzo dai capelli stirati. Non prendertela per lo brillante scritturo del ragasso beat. Ha solo descritto la realtà. Non prendertela, continua a stirarti i capelli, tanto la mattina in cui ti svegliarai e ti dimenticherai di stirarti i capelli, per sempre, è vicina.
Su, stirati i capelli, affronta con piglio e decisione le frivole conversation about little schoolmate pre-pubertatis e guarda verso un futuro migliore. Prima o poi ci si sposa o si va a vivere da soli e fanculo Mamma Sistema.

Fanculo anche a te, però, ragasso beat. Tu in auto ascolti i Fratelli TuttoUomo e vai piano.
Io cazzo, continuo ad ascoltare Prodigy e non va bene. No, decisamente non va bene...

lucA ha detto...

Era ora che qualcuno mi dicesse fanculo :D

commento di confo va in nomination per i Comments Awards 2008 sotto "commenti idioti moralmente utili (o socialmente)"

apprezzatissimo!

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